La Storia di Gianni e Viola Gentili
Di padre in figlia, Gianni intervistato da Viola.
Un salone di acconciature non è mai soltanto una piccola attività artigianale nella quale dei professionisti cercano di accontentare i propri clienti.
No, dietro un salone di acconciature ci sono le storie di chi ci lavora, di chi l’ha aperto per la prima volta e lo porta avanti nonostante i problemi, personali e professionali, che non mancano mai nella vita delle persone.
Questa è la storia di Gianni Gentili e di sua figlia Viola, una storia di un padre e di una figlia e di due appassionati professionisti.
Personaggi:
Gianni: nato a Roma il 20 Settembre del 1966 e padre di Viola
Viola: nata a Roma il 27 Agosto del 2000 e figlia di Gianni
L’amore per la professione e gli inizi
VIOLA: Papà, ma come e quando hai scoperto la passione per questa professione?
GIANNI: Vedi, quando ero piccolino, spesso frequentavo dei cugini più grandi di me
che avevano dei saloni sia da parrucchiere che da barbiere già ben avviati, mi piaceva molto
l’ambiente che trovavo da loro.
In un ambiente in cui si rideva, si scherzava, le persone interagivano tra loro, anche chi si era appena conosciuto…
E poi, c’era questa loro maestria di cambiare e migliorare l’aspetto dei loro clienti.
Rimasi affascinato da tutto questo e mi promisi che, appena avessi finito la scuola dell’obbligo,
quella sarebbe diventata la professione della mia vita.
VIOLA: E poi, come hai iniziato?
GIANNI: Come mi ero ripromesso, iniziai subito dopo la licenza media, iscrivendomi ad una scuola professionale e frequentandola per diciotto mesi, conseguendo la qualifica professionale.
Dopo, andai subito a lavorare in un piccolo negozio in zona Tuscolana, volevo cominciare a testare ciò che avevo imparato, lì restai circa un anno perché volevo trovarmi un negozio più grande, con più personale.
VIOLA: Quand’è che poi sei andato a lavorare da nonna e hai conosciuto mamma?
GIANNI: Proprio quando ero alla ricerca di un’attività più grande, tra i tanti girati, mi imbattei in questo locale gestito da una signora affabile e simpatica con tre ragazze alle sue dipendenze e diciamo che fare il galletto in quel bel pollaio mi attirava particolarmente, c’era un bel movimento di persone, si lavorava tanto…
Lì, con il tempo, successe che mi innamorai della figlia di questa signora che poi sarebbero diventate la tua nonna e la tua mamma ed anche lei, terminata la scuola, si unì a noi al lavoro.
VIOLA: Figo… ma i corsi professionali… li frequentavi?
GIANNI: Certo che frequentavo corsi professionali, cominciai appena finita la scuola, la domenica, il lunedì a Roma, in giro per l’Italia e a volte anche all’estero.
Una volta a settimana per svariato tempo andavo la sera a fare corsi anche per il maschile, sono stato da parrucchieri di fama mondiale (Coppola, Vidal Sasson ecc..), le innovazioni tecniche, corsi di chimica, colorimetria e anche psicologia del lavoro.
Mi piaceva molto scoprire tutto ciò che potevamo fare con la nostra testa e le nostre mani, diciamo che non ho mai smesso di frequentarli.
Ogni corso, in un modo o in un’altro, mi hanno portato ad accumulare l’esperienza che ho acquisito.
VIOLA: E quand’è che con mamma rilevaste il salone di nonna per avviare la vostra attività?
GIANNI: Noi, nel ’91, prima ci unimmo in società con nonna e poi quando dopo qualche anno andò in pensione, proseguimmo da soli.
Si andava avanti con molte soddisfazioni, nonostante i sacrifici fossero molti, anche perchè presto arrivaste tu e tua sorella Giada e quindi l’impegno aumentò notevolmente, nonostante ci fossero sempre delle collaboratrici ad aiutarci in salone.
Passione trasmessa di padre in figlia: l’arrivo di Viola
VIOLA: Ma quando io ero piccolina, cosa facevo in negozio?
GIANNI: Eri un bel personaggio, diversamente da tua sorella, che non era per niente interessata. Tu appena tornavi da scuola ci chiedevi di prepararti la tua bella ciotolina di tintura ( un mix di acqua e borotalco) perchè avevi la tua cliente che ti aspettava, una bella testina con tanti capelli, povera, dopo aver fatto il tuo colore magico, le tagliavi i capelli e la acconciavi per le feste, che forza che eri!
Hai sempre avuto questa passione, sin da piccola.
VIOLA: E quando tu e mamma vi separaste, cosa successe?
GIANNI: Diciamo che, purtroppo, non siamo stati né i primi né gli ultimi, è un po’ la tendenza del momento, quasi una moda.
Qualcosa improvvisamente si ruppe e non riuscimmo più a recuperare la situazione.
A quel punto, una volta separati, decidemmo di interrompere anche la nostra unione professionale e mamma aprì un altro locale.
Ovviamente le clienti seguirono un po’ me e un po’ lei e quindi mi sarei dovuto rimboccare le maniche e ripartire da qualche scalino in giù.
Purtroppo è capitato anche in un periodo storico in cui il commercio stava letteralmente cambiando,
con la liberalizzazione delle licenze pian piano i negozi di parrucchiere si sono moltiplicati e quindi le persone si sarebbero divise in molti più locali
Ma la disponibilità verso il lavoro, la tenacia e la perseveranza, fortunatamente non mi sono mai mancate.
VIOLA: E allora, che facciamo?
GIANNI: È proprio a questo punto che arrivi tu, a tempo pieno, dopo esserti diplomata e sempre più convinta che sarà la scelta della tua vita, che cercheremo di uscire dalle tante attività generaliste e ci concentreremo verso una delle cose che più intensamente, oggi, ci chiedono le persone:
farle sempre più belle, ma nel minor tempo possibile.
Speriamo che questa chiacchierata non sia stata troppo noiosa, ma solamente un modo semplice per iniziare a conoscerci un po’ più da vicino.
Grazie.
Gianni e Viola
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